ciao Aurora

Parlami Aurora,
adesso parlami ti prego
tu sei volata in cielo
via da queste lacrime di sofferenza
via da tutto questo dolore della terra
via da questo male che ti ha presa
e che ti ha divorata in un baleno.
 
Ricordo quando ti venivo a trovare
e tu dietro quegli occhialoni semi scuri
seduta alla tua scrivania
all’angolo del retro bottega
gambe accavallate, sigaretta accesa
che tanto mi dava fastidio
ma io lo sopportavo bene
e mi parlavi del più e del meno
e mi chiedevi dei miei
e io te lo dicevo…
 
Alla fine se c’era un ordine o meno
per me nessuna importanza aveva
ero andato a trovare una cara amica
che per sempre mi resterà nel cuore.
Ti chiedevo dei tuoi, di Antonietta
di tuo padre che si stava riprendendo da una malattia.
E mi sorridevan i tuoi occhi
che vedevo anche dietro quelle lenti.
 
E quante volte hai chiamato casa
e parlavi con Lucia la moglie mia
e quante volte lei mi diceva: ha chiamato Aurora.
Non ho cancellato il tuo contatto
chissà magari una mail ti mando
E l’ultima volta che ti ho vista
già debilitata da quel male oscuro
ti regalai una piantina
e ti dissi voglio che la vedi crescere
abbine cura.
 
E quando venni da te pochi mesi prima
a prendere quel pantografo che era la tua vita
e un pò è stata anche la mia
poiché te lo avevo dato io
e quando aveva qualche problema
chiamavi me e mi dicevi: cosa ha il pantografo?
Ed io là a spiegarti e a cercare di riprenderlo
che per lo più era la tua solo apprensione
e mai io mi negai anche quando la ‘casa madre’ lasciai.
 
E venni un giorno con Benedetto
ed avvertii io tuo strazio
ed anche tutti i tuoi presenti
perché erano a te attorno
a cercar di consolarti.
E Benedetto quante parole di conforto ti ha detto
che lui eroe del tuo stesso male
già lo era e ti capiva.
E allora mi distaccai da te e c’era vera nebbia
roba mai vista segno che anche lui avanzava.
 
E dopo due mesi venni alla tua città di Alcamo
ma mi mancava il coraggio di venir da te
perché sapevo già in cuor mio.
Il fato mi fece incontrar da un cliente tuo cugino Ignazio
e allora dentro mè calò un silenzio
che lo sentii dalla mia anima.
 
Aurora…
Il nome tuo è un’anteprima di milioni di colori
prima ancor della nuova alba
privilegio di poche anima vedenti.
E per ogni Aurora che vedrò io ti penserò
perche tu sei là fulgida e viva più che mai.
E fra le lacrime scrivo queste parole
nel tuo ricordo affiggerò un segno
degli occhi tuoi questo bel ricordo.
 
Aurora,
avevo questo tuo blocco note
ben custodito fra le mie agende
chissà perché mai non l’ho utilizzato
forse perchè era scritto che questo
mio pensier fluisse fra queste pagine.
Cara, ovunque tu sarai, ma io già lo sò
Ti arrivi questa mia preghiera,
stai bene e percorri quei Paradisi di Pace
che eran già nel cuore tuo.
 
Adesso mi commiato e chiudo qua,
questo blocco ha ancora tante pagine
da poter esser scritte
le lascerò così certo che non saranno vuote
perché per ogni pagina che sfoglierò
un tuo caro ricordo leggerò…
 
Ciao Aurora,
il tuo amico Alberto
li, 1 ottobre 2010
 
Nota. Il ricordo lo trascrivo sul blog così come mi è uscito,
sarebbe ancora da sistemare,
ma in fondo penso che ogni volta che ti vedevo,
tu avevi sempre qualcosa da sistemare,
perché eri un pò dolcemente disordinata…
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Ciao Aurora di Alberto Corrente è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
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