La maternità, ovvero nascita di Davide 10 novembre 2008

E’ da un pò che non scrivo, i miei pensieri li scrivo così come mi vengono, ho fatto questa premessa, per dire che non c’è nulla di elaborato o ripensato o riscritto o raccolto da qualche parte.
Allora. La maternità, che parolone grande, secondo me è un privilegio che è delle donne, è la vita che si rinnova. Oggi sono stato all’ospedale civico di Palermo, alla maternità appunto, oasi di vita e di felicità fra le tante oasi, per modo di dire, della sofferenza. I bambini vedo già nei corridoi che corrono felici lasciati liberi di esprimere il loro stato di bambini, dai rispettivi papà e mamme venuti a far visita ai loro cari che hanno messo alla luce, o stanno per metterlo, il loro bambino. Meta finale di uno stato miracoloso che è il perpetuarsi della vita. Fin da quando entriamo nel reparto lungo le scale notiamo dei graffiti lasciati da genitori felici, scritte sui muri fatti con pennarelli di vari colori, indice delle molteplici nascite avvenute nel corso di qualche anno, ma quante… Quanti nomi, quante date, e incorniciate da promesse di amore per quei piccoli pargoli. Entriamo al secondo piano e notiamo dei disegni colorati fatti da ragazzi più o meno piccoli di varie scuole di Palermo, dipinti che non sono d’autore, ma che esprimono e raccontano di mamme gravide o col loro piccolo in braccio. Bellissimi affreschi, non hanno valore (peccato che mia figlia abbia le batterie scariche della digitale se no le riprendevo). Entriamo nella stanza dove altre mamme sono là coi loro piccoli appena nati e salutiamo Nancy dando dapprima uno sguardo al nuovo arrivato, Davide. E poi l’attenzione si rivolge a lui solamente. Ovvia la gioia del cuore a vederlo e a vedere quando arriva un nuovo nascituro, Stefano. Che bello. La mamma è un pò stanca, affaticata dalla notte insonne da un pò passata, ma non per questo ha perso neanche un pò della sua bellezza di mamma. Non mi rischio a prendere in braccio il neonato e neanche a baciarlo, mi hanno insegnato che i neonati a meno che non sono nostri figli, non vanno toccati, vanno rispettati. Ma io credo che se non lo prendo in braccio è perchè solo i genitori hanno questo diritto e nessun altro, almeno nei primi giorni di vita, io ne sarei gelosissimo, così come lo sono stato coi miei figli appena nati. Proprio così, per la prima volta in vita tua hai veramente qualcosa che ti appartiene, che durerà poco, lo spazio di pochi mesi, perchè a poco a poco da quando comicerà a camminare con le proprie gambe il figliolo comincerà sempre più a distaccarsi, come l’aquilotto che comincia a volare e andrà via incontro alla sua vita. Oh si lo seguiremo anche quando avrà raggiunto le maggiore età, ma sempre in modo diverso e certamente non come i primi giorni di vita. In fondo dobbiamo ricordarci che i figli ci vengno dati in prestito, come dice una canzone. Stò divagando? Il soggetto è la maternità. Forse si e forse no visto che sono argomenti correlati. La maternità è un dono dicevo, un dono di cui beneficiano le donne, un dono di amore che lega, se ce ne fosse bisogno, ancor di più i due cuori che lo hanno ricevuto. Penso a chi non può riceverlo questo dono, per i più svariati motivi, e allora si adopera per una pratica di adozione, oh si ne conosco un paio di amici che hanno o stanno ricorrendo a questa soluzione. Anche questo caso, l’adozione, ha qualcosa di magico, di grande, di bello, significa che vuoi con tutto te stesso, riferito ad entrambi i coniugi, dare un dono, dare qualcosa di grande, dare amore semplicemente ad un essere che è tuo completamente. Forse dovrei meditare di più, non so neppure se mi spiego bene, ripeto è da un sacco di tempo che non scrivo, non me ne vogliate o voi che mi leggete.
Adesso cito dei versi che ho scritto poco tempo fà ad una mamma:
la maternità ha un ascendente divino e tu ne sei testimone e prova,
il mistero della vita ne è la rivelazione in te e si manifesta nella tua aurea,
proponendo uno dei tanti miracoli che si compiono nell’Universo,
è il dono e tu lo ricevi con grazia immensa.
Auguri a Nancy a Peppe, il papà e al neonato Davide, di cuore.

 

citazione da U. Saba :
Tutto il tuo corso è quello del mio pensiero che tu respingi alle origini.
Immag0329_maternità H civico
(da un cartello scritto a pennarello affisso nel corridoio del reparto maternità all’ospedale civico di palermo)
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